FSE/ESF Forum social européen/European Social Forum - AEP-EPA St Denis (12/2002) [IT]
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20 March 2003

 

Forum Sociale Europeo 2003

Incontro del 7 e 8 Dicembre 2002

Camera del Lavoro SAINT-DENIS

Presenti :

Paesi Numero di partecipanti Paesi Numero di partecipanti Germania 7 Polonia 2 Austria 2 Portogallo 3 Belgio 4 Russia 2 Scozia 1 Italia 23 Spagna 8 Svezia 1 Catalogna 4 Svizzera 1 Paesi Baschi 2 Turchia 4 Francia 180 Algeria 1 Gran Bretagna 12 Argentina 1 Grecia 7 Bosnia 1 Ungheria 1 Corea 1 Olanda 1 Marocco 3 TOTALE 272

Sessione di sabato mattina, 7 dicembre

BILANCIO FSE 2002 di Firenze

Il presidente della sessione (Bernard Pinaud - CRID, Comité d’initiative français) accoglie i partecipanti alla prima riunione di preparazione del FSE 2003, che si svolgerà a PARIGI - SAINT-DENIS. Ringrazia calorosamente il Comitato Italiano per la qualità dell’organizzazione e lo svolgimento del FSE a Firenze e parlando in nome del Comitato d’inziativa francese, ne legge l’appello.

Alessandra presenta il bilancio del Comitato italiano organizzatore del FSE 2002, sottolineando in particolare:

1- Il successo di massa, con una forte partecipazione di giovani, il clima positivo, la mescolanza di culture, opinioni, nazionalità. 2- Il rifiuto condiviso delle politiche neoliberali e della guerra, così come l’esigenza di nuovi diritti, con un approccio autonomo rispetto a qualsiasi disegno politico. 3- L’unità, la radicalità (nel senso di cogliere alla radice), l’autonomia, in uno spazio aperto e di grande ascolto. 4- L’efficia del metodo inclusivo

Hanno fatto seguito 31 interventi, di paesi diversi e di reti di coordinameno europee. Tutti gli intervenuti hanno riconosciuto il successo del Forum di Firenze e della sua organizzazione. Sono stati epressi anche alcuni desideri, critiche o apprezzamenti – talvolta divergenti -, finalizzati a dare più forza e consistenza al prossimo forum. Si può riassumere il tutto nei punti segueni:

. l’allargamento, riuscito, ma non ancora concluso (temi, regioni e paesi, foze sociali) . la mancanza di trasversalità . le ricadute positive del forum rispetto all’opinione pubblica - che costituiscono, d’altronde, una potente leva di mobilitazione per le organizzazioni che si sono implicate . le possibilità nuove aperte per elaborare degli orientamenti o delle soluzioni alternative . il problema ricorrente del ruolo della politica e dei partiti politici, del loro rapporto con il movimento sociale, che dipende dalla storia e dalla cultura dei diversi paesi, e che andrebbe affrontato, piuttosto, in forma di dialogo . l’inadeguatezza delle condizioni del dibattito sindacale . il ruolo delle donne, la loro scarsa presenza tra i relatori delle conferenze e dei seminari . la forte presenza dei giovani, sebbene il loro coinvolgimento e la loro rappresentanza sono rimaste deboli . la qualità e la generosità dell’ interpretariato, che bisognerà migliorare ulteriormente

Babel – l’associazione degli interpreti del FSE – organizzata nel giro di un paio di mesi prima del Forum di Firenze per far fronte ai bisogni di quell’evento, ha testimoniato il suo impegno e confermato la sua partecipazione al Forum 2003, ha redatto una Carta, che sarà diffusa alle organizzazioni (deontologia e prerequisiti), e ha richiesto di essere coinvolta sin dall’inizio alle riunioni dei lavori per poter operare con più efficacia.

Alessandra propone di integrare il succo di questi interventi al fine di trasformare il bilancio preparato dal Comitato italiano in un bilancio europeo da diffondere a tutta la rete.

Sessione di sabato pomeriggio, 7 dicembre

QUALE ORGANIZZAZIONE PER LA PREPARAZIONE DEL FSE 2003

Presidente della sessione: Jean-Michel Joubier - CGT France, Comitato d’iniziativa francese . Sophie Zafari (FSU Francia, Comitato d’iniziativa francese ) presenta un piano preliminare del quadro di lavoro europeo fondato su:

. L’allargamento e la pluralità geografica di movimenti e reti, che dovrebbe riflettersi in un Corsiglio di orientamento - struttura aperta, la più rappresentativa possibile – e il cui compito sarà quello di prendere le grandi decisioni riguardanti il programma, i temi, gli - e le - partecipanti. . La creazione di comitati di iniziativa nazionali, in modo da facilitare i coordinamenti geografici decentralizzati. . La realizzazione di un segretariato, posto sotto la responsabilità del consiglio di orientamento, incaricato dei compiti di preparazione e organizzazione materiale del FSE 2003.

Il dibatto che ha fatto seguito ha riguardato principalmente la proposta del quadro di lavoro.

Il quadro di lavoro

All’inizio, la maggioranza degli interventi ha concordato sulla preoccupazione di apertura, di diversità, di democrazia e di trasparenza.

Contemporaneamente sono state espresse delle critiche o delle proposte alternative, o più sfumate, talvolta a causa di fraintendimenti, talvolta a causa di disaccordi con quello che è sembrato essere un quadro troppo strutturato se non addirittura chiuso. Alcuni interventi hanno espresso il timore che una struttura del tipo « consiglio di orientamento » (forse a causa del nome scelto?) fosse troppo rigida. Il desiderio espresso dal comitato francese di fare attenzione alla permanenza dei suoi membri è stata talvolta intesa come una chiusura; il numero di cento viene considerato da alcuni/e non come un suggerimento, ma come un imperativo. Le modalità decisionali hanno sollevato alcune domande. Altri interventi hanno riguardato la realizzazione dei gruppi di lavoro da farsi subito, o al più presto, sia sui temi, sia sull’organizzazione; la non pertinenza, per alcuni paesi, di organizzare un comitato nazionale di coordinamento e l’interesse ad incoraggiare la realizzazione di coordinamenti regionali o locali. Ci sono state numerose domande e proposte relative a come realizzare un ampio scambio e diffusione di informazioni tramite Internet. Altri ancora si sono interrogati sulla scadenza ravvicinata dei due forum (FSE 2003 e Forum sociale euro-mediterraneo). Il legame con le lotte è stato suggerito da tre o quattro interventi (G8, lotte sociali, solidarietà con i lavoratori e i popoli in lotta). E’ proposta la creazione di un atelier giuridico.

Molte delle questioni poste non costituiscono un problema, in effetti, poiché si inscrivono nella continuità di Firnze. Per contro, la proposta iniziale non contiene indicazioni sui gruppi di lavoro, su come diffondere l’informazione, sulla frequenza e sui luoghi delle riunioni dell’assemblea di preparazione del Forum. Conseguentemente sarà elaborata una nuova proposta, integrando le osservazioni e le proposte fatte, da presentarsi per l’indomani – domenica mattina. Sebbene non fosse all’ordine del giorno, molti dei presenti hanno desiderato intervenire anche sui temi che potrebbero essere trattati dal FSE 2003. Questo punto sarà all’odg della prossima riunione (Bruxelles, 8 e 9 febbraio 2003).

Sessione di domenica, 8 dicembre

Decisioni

Presidente della sessione: Pierre BARGE (Lega dei Diritti dell’Uomo, Francia, Comitato d’iniziativa francese)

Bernard Cassen (ATTAC Francia, Comitato d’iniziativa francese) precisa che siamo nel seguito di Porto Alegre, la cui carta serve da riferimento. Così come in Europa, i Fori sociali, si svolgono anche in tutti i contitnenti e subcontinenti. Rimane ancora molto lavoro da fare per allargare, in Europa, il movimento sia geograficamente che tematicamente e socialmente. Si dovranno compiere degli sforzi sostanziali per garantire una più vasta partecipazione dei paesi del Centro e dell’Est Europa e delle persone più svantaggiate, sia nel corso della fase preparatoria che durante lo svolgimento del Forum propriamente detto. Bisognerà riservare eguale attenzione anche alla presenza di movimenti e di organizzazioni del bacino mediterraneo e di altri continenenti, per affrontare segnatamente il problema delle relazioni dell’Europa con il resto del mondo. Il FSE e il forum euro-mediterraneo lavoreranno l’uno con l’altro.

Sophie Zafari (FSU, Francia, Comitato d’iniziativa francese) illustra la nuova proposta formulata dalla segreteria organizzativa francese. Sono stati integrati gli emendamenti che non si contraddicevano.Questo nuovo schema di lavoro (si veda il testo FSE 2003 Paris – Saint-Denis: quadro di lavoro europeo) si prefigge di eliminare i fraintendimenti, di evitare gli sbagli, di togliere i sospetti e di sprigionare un vasto accordo politico sul processo di preparazione del FSE 2003, processo da realizzare facendo tesoro dell’esperienza di Firenze. Il testo è adottato dopo aver preso in conto gli ultimi emendamenti che apportano delle precisazioni al quadro di lavoro.

In accordo con i compagni belgi, la prossima riunione si terrà a Bruxelles, il giorno 8 (tutta la giornata) e 9 (solo la mattinata) febbraio 2003.

Le altre due o tre riunioni che si stima necessario avere, e le cui date saranno fissate di comune accordo, si svolgeranno in altre città. Sono state avanzate delle candidature alla segreteria: Berlino e Istanbul, così come il Nord Europa, ma non prima di fine marzo 2003. Ci si agura che altre riunioni dell’assemblea europea di preparazione possano tenersi anche in Centro ed Est Europa.

Il dibattito ha permesso di verificare l’esistenza di un vasto accordo sulla riformulazione del quadro di lavoro, che viene adottato.

Il problema del ruolo dei partiti politici continua, tuttavia, a suscitare interrogativi e dibattiti, orientati non tanto alla ricerca di una soluzione d’insieme tagliata con l’accetta, quanto piuttosto all’elaborazione di un compromesso negoziato. Tutti d’accordo sulla libertà di ogni paese di organizzarsi come meglio crede per salvaguardare la storia e le specificità nazionali.

La questione della solidarietà e dei fondi di sostegno dovrà essere trattata con la massima trasparenza e secondo modalità che andranno precisate.

Per preparare al meglio l’incontro di Bruxelles, si decide di lavorare anche via internet. Un primo bilancio dei gruppi di lavoro del FSE 2002 saranno inviati via posta elettronica a tutti i movimenti e le organizzazioni che hanno partecipato a Firenze e alle nuove organizzazioni che si sono iscritte per il FSE 2003. In aggiunta alle informazioni sull’attività della segreteria organizzativa, saranno diffuse proposte e punti di vista per la preparazione dell’incontro di Bruxelles.

Il termine dell’incontro è dedicato all’informazione sulle campagne in corso o in progettazione.

Forum sociale europeo 2003 Parigi- Saint-Denis Quadro di lavoro europeo

Il FSE 2003 sar‡ il secondo sul nostro continente. Per garantirne il successo, proponiamo di mettere in atto un quadro di preparazione il pi_ unitario possibile, che consenta la reunione di tutti i movimenti sociali, di tutte le reti, associazioni e organizazzioni che si riconoscono in questo approccio, questo progetto e nella carta dei principi del Global Social Forum.

Ci indirizziamo a questi attori sociali†: 1 i sindacati 2 i movimenti di cittadini, di educazione popolare e di sviluppo locale 3 associazioni di solidariet‡ internazionale 4 i movimenti dei ’†sans†ª, cioÈ dei ’†senza diritti†ª e di lotta all’escluzione 5 associazioni di difesa dei diritti umani 6 associazioni per l’ambiente 7 reti di economia solidale e sociale (terzo settore) 8 movimenti di contadini 9 movimenti per la pace 10 reti dei lesbiche-gays-bi-transessuali 11 media alternativi 12 movimenti di giovani 13 reti femministe 14 movimenti dell’immigrazione o di solidariet‡ con i migranti 15 reti culturali 16 movimenti filosofi e religiosi 17 associazioni e movimenti delle gente del viaggio/ Rom (†?) 18 reti di ricercatori, di professori, dell’Universit‡, etc.. 19 campagne di mobilitazione dei cittadini impegnate al livello europeo

In modo da costruire un quadro di preparazione il pi_ largo e rappresentativo possibile, che sia al livello di ogni paese o al livello europeo, abbiamo bisogno di associare sia le reti continentali dei differenti movimenti che i comitati d’iniziativa locali.

Proponiamo di mettre in atto un quadro di lavoro che si sforzi di combinare rappresentativit‡, apertura e efficienza, permettando allo stesso tempo di prendere decisioni trasparenti e democratiche.

Il ruolo dell’Assemblea europea di preparazione Ë di prendere decisioni riguardo al programma, ai temi che verrano discussi, agli interlocutori, ecc... Deve rispecchiare la diversit‡ degli attori menzionati prima†: cioÈ, la diversit‡ delle reti, delle organizazzioni e della loro rappresentanza nei diversi paesi, soprattutto nei paesi dell’Est e dei Balcani, assicurando la presenza delle donne nelle delegazioni. L’Assemblea europea di preparazione Ë una struttura aperta, che accoglie tutte le entit‡ della societ‡ civile che vogliono farne parte. In modo da assicurarle un lavoro efficace, sarebbe meglio assicurare una certa continuit‡ nella participazione. L’assemblea potr‡ mettere insieme dei gruppi di lavoro. Le reti, collettivi e organizazzioni che inviano dei delegati a queste reunioni si fanno normalmente carico dei costi di partecipazione (viaggi, allogi). Proponiamo inoltre di creare un fondo di solidariet‡ per favorire la partecipazione delle organizazzioni sproviste di mezzi finanziari, soprattutto i movimenti sociali dei paesi dell’Est, del movimento dei ’†senza diritti†ª, ecc... L’assemblea europea di preparazione si reunir‡ tre o quattro volte entro il FSE 2003.

L’esperienza acquisita durante la preparazione del FSE di Firenze sul piano dell’allargamento geografico, deve essere portata avanti, soprattutto nell’organizzare le prossime reunioni europee in altre zone dell’Europa.

Ogni movimento si organizza come meglio crede all’interno delsuo paese, ma†Ë necessaria la rappresentanza presso l’assemblea della diversit‡ delle realt‡ che ci sono in ognuno di loro. Percio’, sembra importante la creazione di comitati nazionali o regionali di iniziativa, ogni volta che si potr‡ fare. Questi comitati verranno rappresentati all’assemblea.

Il comitato francese di iniziativa si costituisce in base all’appello unitario (breve dichiarazione dell’insieme delle organizazzioni francesi che si riconoscono in questo approccio). Rimane aperto in modo che le organizazzioni che non erano presenti all’inizio possano associarsi lo stesso pi_ avanti. Dobbiamo stare attenti e farsi che tutti gli attori vengano messi al corrente. La creazione di questo comitato deve consentire il lancio di una dinamica, incorragiando la creazione di collettivi locali. Questi collettivi partecipano al comitato nazionale di iniziativa.

Il segretariato francese di organizazzione verr‡ incaricato della preparazione, della coordinazione (soprattutto presso i municipi) e dell’organizazzione materiale del FSE 2003. Lavorer‡ sotto la responsabilit‡ dell’assemblea europea e in stretta collaborazione con il comitato francese. I lavori e le decisioni prese dal segretariato verranno communicati sulla lista di diffusione europea.

E stato deciso la creazione di una associazione francese per il finanziamento del FSE 2003. Il suo unico scopo sar‡ di raccogliere fondi e di usarli in conformit‡ con le decisioni dell’assemblea europea di preparazione e del comitato francese di iniziativa.






 
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